Robotic Process Automation – Un potenziale in continuo sviluppo

Robotic Process Automation – Un potenziale in continuo sviluppo

Sin dagli inizi la nostra azienda si è specializzata nel rendere più efficiente ed economicamente sostenibile la gestione del back office di aziende operanti in settori altamente competitivi come ad esempio le telecomunicazioni, l’energia, servizi finanziari e sanitari. La scarsa performatività di un back office può essere migliorata attraverso la standardizzazione dei processi aziendali, l’ottimizzazione di quei processi per ridurre errori e sprechi e, non ultimo, l’automazione tramite l’adozione di nuove tecnologie in grado di supportare i flussi di lavoro.

Oggi la Robotic Process Automation (RPA) ci fornisce un ulteriore strumento e, nonostante il nome sembri suggerire l’immagine di veri e propri robot seduti dietro una scrivania, l’RPA è in realtà una soluzione software-based. Si configura il software, “bot”, per svolgere delle attività, molto spesso a basso valore aggiunto, precedentemente svolte da un essere umano.

Inizialmente l’RPA poteva essere utilizzata per svolgere principalmente compiti ripetitivi, ad alto volume, lunghi e banali. Oggi, con l’integrazione dell’AI e del Machine Learning, il software può “imparare” dai dati e diventare così più flessibile e capace di svolgere attività più avanzate e complesse come leggere documenti, catturarli ed interpretarli. Inoltre, altre tecnologie che aumentano e affiancano le capacità umane come chatbots, riconoscimento vocale e di immagini si sono dimostrate perfette candidate per l’integrazione con l’RPA.

Ma quali sono i numeri della Robotic Process Automation sul mercato globale e italiano?

Secondo l’ultimo report di Gartner si prevede che il mercato globale dell’RPA raggiunga i 2 bilioni di dollari nel 2021 e in più, anche a causa della pandemia, l’automazione al servizio dell’ottimizzazione dei processi è salita ai primi posti tra le priorità delle aziende. D’altra parte, già nel 2020 Gartner stimava che il 90% delle aziende medio grandi avrebbero adottato delle soluzioni basate sull’RPA entro l’anno.

In Italia, l’ultimo rapporto Abi Lab (Rapporto ABI Lab 2020 – Scenario e trend del mercato ICT per il settore bancario) attestava che “su un campione di 20 realtà, la tecnologia RPA è complessivamente in uso nell’85% delle banche rispondenti. In particolare, di queste il 60% ne rileva un uso in crescita (con molta probabilità con un’estensione degli operativi), il 15% un uso in evoluzione (ad esempio è ipotizzabile lo sviluppo di ulteriori release più avanzate della tecnologia, funzionali alla gestione di comparti operativi più articolati) e infine il 10% un uso stabile”.

Ma perché dopo decenni nel settore dell’automazione dei processi con strumenti BPM bisognerebbe passare a soluzioni RPA?

In primo luogo gli ambiti di applicazione sono diversi: le soluzioni BPM, che vanno sviluppate da un team IT, sono più adatte all’automazione di processi che richiedono grossi investimenti come i sistemi ERP o CRM, mentre le soluzioni RPA vanno ad automatizzare quei processi, a basso valore aggiunto, collocati in area Operations senza bisogno di un team di sviluppatori IT e quindi senza bisogno di grandi investimenti.

Inoltre ci sono due cose che distinguono gli strumenti di RPA da quelli BPM: la facilità di configurazione, per utilizzare i tool di RPA infatti non c’è bisogno di possedere capacità di programmazione, e il fatto che l’RPA si interfaccia direttamente con i sistemi preesistenti come farebbe un operatore umano, effettuando il login con username e password, senza bisogno di creare o sostituire le piattaforme precedenti.

Possiamo quindi dire che i due strumenti sono complementari, l’importante è integrare correttamente le nuove soluzioni RPA alle preesistenti soluzioni BPM.

I vantaggi documentati dell’adozioni di strumenti di RPA sono molteplici: miglioramento dell’efficienza operativa e della qualità del servizio/lavoro prodotto, facilità e velocità di implementazione e integrazione con i sistemi preesistenti, miglioramento del risk management e della compliance.

Differenti studi mostrano che le attività automatizzate con RPA potranno raggiungere un’accuratezza del 100% e che permetteranno a business come quello assicurativo di garantire il 99.99% di disponibilità dei sistemi critici. Inoltre la disponibilità 24/7 dei robot determina affidabilità e continuità delle prestazioni, aiutando a raggiungere l’eccellenza nel servizio ai clienti.

Infine spesso si parla dell’RPA come uno strumento per “alleggerire” la forza lavoro e, mentre può sicuramente essere usato a questo scopo, può anche servire ad assegnare compiti a maggior valore aggiunto alle risorse già presenti in azienda, liberandole dall’esecuzioni di attività ripetitive e spingendole verso attività più creative e utili alla crescita aziendale.

Per concludere il futuro dell’RPA, grazie alle sue possibili integrazioni con nuove e avanzate tecnologie, resta dinamico e con un potenziale in continuo sviluppo. Oggi è il giorno giusto per entrare a far parte di questo futuro grazie a Siaed e alle sue partnership strategiche con i leader nel settore della RPA.

Fonti:

http://eprints.lse.ac.uk/64519/1/OUWRPS_15_05_published.pdf

http://leemans.ch/publications/papers/cii2019syed.pdf

https://www.information-age.com/looking-beyond-robotic-process-automation-123493563/

Rapporto ABI Lab 2020 – Scenario e trend del mercato ICT per il settore bancario

Immagine by israel palacio on Unsplash

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